L'epidemia di miopia infantile
La miopia nei bambini e negli adolescenti è un fenomeno in crescita drammatica a livello globale, tanto che gli esperti parlano di una vera e propria "epidemia di miopia". Negli ultimi decenni, la prevalenza della miopia nelle fasce giovanili è aumentata in modo allarmante in tutte le aree del mondo sviluppato, con picchi particolarmente marcati nelle nazioni dell'Asia orientale, dove la miopia colpisce fino all'80-90% dei giovani adulti nelle grandi città.
In Italia e in Europa, la prevalenza della miopia tra i bambini in età scolare è stimata intorno al 20-30% e in costante aumento. Le proiezioni dell'OMS indicano che entro il 2050, circa la metà della popolazione mondiale potrebbe essere miope, con un incremento significativo anche delle forme di miopia elevata e delle complicanze ad essa associate.
Questa tendenza è attribuita principalmente ai profondi cambiamenti nello stile di vita delle generazioni attuali: più tempo trascorso in ambienti chiusi, maggiore impegno visivo da vicino (scuola, dispositivi digitali) e riduzione delle attività all'aperto.
Cause della miopia nei bambini
Come negli adulti, la miopia infantile ha un'eziologia multifattoriale. La componente genetica è significativa: un bambino con entrambi i genitori miopi ha un rischio molto più elevato di sviluppare miopia rispetto a chi non ha familiarità. Tuttavia, la rapidità dell'aumento di prevalenza nelle ultime generazioni non può essere spiegata solo dalla genetica e punta chiaramente verso il ruolo determinante dei fattori ambientali.
Lo scarso tempo trascorso all'aperto è il fattore di rischio ambientale più solidamente documentato. La luce naturale solare stimola il rilascio di dopamina a livello retinico, un neurotrasmettitore che ha un effetto inibitorio sulla crescita del bulbo oculare. I bambini che trascorrono meno di 1-2 ore al giorno all'aperto hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare miopia.
Il lavoro da vicino prolungato — lettura, studio, utilizzo di smartphone e tablet — è associato alla progressione della miopia, specialmente quando avviene a distanza molto ravvicinata (meno di 30 cm) e per periodi continuativi senza pause.
Come riconoscere la miopia nel bambino
I bambini, specialmente quelli più piccoli, spesso non si rendono conto di non vedere bene e non lo comunicano ai genitori. È importante che i genitori prestino attenzione ad alcuni segnali: il bambino strizza frequentemente gli occhi o inclina la testa per vedere meglio, si avvicina molto alla TV o al quaderno, ha difficoltà a vedere la lavagna a scuola e copia dai compagni, lamenta frequenti mal di testa (soprattutto frontali e dopo la scuola), mostra scarso interesse per le attività all'aperto o a distanza, ha un rendimento scolastico in calo inspiegabile, e stropiccia frequentemente gli occhi.
Il primo controllo oculistico completo è raccomandato a 3 anni di età, e poi periodicamente secondo le indicazioni del pediatra e dell'oculista. I bambini con familiarità per miopia dovrebbero essere controllati con particolare attenzione.
La falsa miopia (pseudomiopia)
Non tutte le "miopie" del bambino sono miopie vere. La pseudomiopia è una condizione transitoria dovuta a uno spasmo dell'accomodazione: dopo ore di impegno visivo ravvicinato, il muscolo ciliare — quello che regola la messa a fuoco del cristallino — resta contratto e non si rilassa completamente quando lo sguardo torna a distanza. Il risultato è una visione sfocata da lontano che simula in tutto una miopia, con misurazioni che possono indicare anche una o due diottrie inesistenti.
È il motivo per cui la visita oculistica pediatrica seria richiede sempre la cicloplegia: le gocce che dilatano la pupilla paralizzano temporaneamente anche l'accomodazione, "azzerando" lo spasmo e rivelando il difetto refrattivo reale. Un bambino con pseudomiopia non ha bisogno di occhiali, ma di una revisione delle abitudini visive (pause frequenti, più tempo all'aperto); prescrivere lenti negative in questi casi sarebbe un errore. Solo la refrazione in cicloplegia distingue con certezza le due condizioni.
Perché rallentare la progressione è importante
Ogni diottria in più di miopia non è solo un numero: corrisponde a un allungamento del bulbo oculare che aumenta il rischio di complicanze oculari nell'età adulta. Una miopia che raggiunge valori elevati comporta un rischio significativamente maggiore di distacco di retina, maculopatia miopica, glaucoma e cataratta precoce.
Rallentare la progressione della miopia durante l'infanzia e l'adolescenza — anche di sole 1-2 diottrie — può avere un impatto significativo sulla salute oculare a lungo termine, riducendo il rischio di queste complicanze potenzialmente invalidanti. È per questo che il myopia management (la gestione attiva della progressione miopica) è diventato una priorità nella moderna oftalmologia pediatrica.
Strategie per il controllo della miopia
Le principali strategie terapeutiche per il controllo della progressione miopica nei bambini e adolescenti sono quattro: l'atropina a basso dosaggio, le lenti a contatto a defocus periferico, gli occhiali a defocus e l'ortocheratologia notturna. Possono essere usate singolarmente o, in casi selezionati, in combinazione; la scelta dipende dall'età, dal grado di miopia, dalla velocità di progressione e dalla praticità di gestione per la famiglia.
Atropina a basso dosaggio
L'instillazione serale di colliri a base di atropina a bassa concentrazione (0,01%-0,05%) è una delle strategie più studiate e validate per il rallentamento della progressione miopica. L'atropina agisce probabilmente attraverso meccanismi recettoriali a livello della sclera e della coroide, inibendo i processi che portano all'allungamento del bulbo oculare.
Gli studi clinici hanno dimostrato un rallentamento della progressione miopica del 50-60% con l'atropina a basso dosaggio, con effetti collaterali molto contenuti (a queste concentrazioni, la midriasi e la difficoltà di accomodazione sono minime e generalmente non disturbano il bambino). Il trattamento viene generalmente proseguito per diversi anni e richiede un monitoraggio regolare.
Lenti a contatto e occhiali a defocus
Le lenti a contatto morbide a defocus periferico sono lenti usa e getta giornaliere specificamente progettate per il controllo della miopia nei bambini. Correggono la visione centrale e contemporaneamente inducono un defocus miopico nella periferia retinica, che funge da segnale per rallentare la crescita del bulbo oculare. Studi clinici hanno dimostrato una riduzione della progressione miopica di circa il 50-60%.
Le lenti oftalmiche (occhiali) a defocus rappresentano la soluzione più recente e la più semplice da gestire per i bambini più piccoli. Queste lenti utilizzano microlenti o zone a potere differenziato integrate nella superficie della lente oftalmica, che creano un defocus periferico simile a quello delle lenti a contatto dedicate, con risultati promettenti (rallentamento della progressione del 50-60%).
Ortocheratologia notturna (ortho-k)
L'ortocheratologia utilizza lenti a contatto rigide gas-permeabili a geometria inversa che si indossano solo durante il sonno. Nel corso della notte la lente rimodella in modo dolce e reversibile lo strato più superficiale della cornea (l'epitelio): al risveglio la lente si rimuove e il bambino vede nitido per tutta la giornata senza occhiali né lenti a contatto. L'effetto ottico ottenuto — una zona centrale appiattita circondata da un anello di potere miopico — genera al tempo stesso quel defocus periferico che rallenta l'allungamento del bulbo oculare.
Per un bambino o un adolescente i vantaggi pratici sono evidenti: sport (compreso il nuoto, con occhialini), giochi e vita scolastica senza alcuna correzione addosso, con la gestione delle lenti che avviene a casa sotto il controllo dei genitori. Il rovescio della medaglia è la necessità di un'igiene rigorosa — come per ogni lente a contatto, il rischio principale è quello infettivo (cheratite), raro ma da non sottovalutare — e di controlli regolari della topografia corneale. L'effetto è completamente reversibile: sospendendo l'uso, la cornea torna alla forma originaria in pochi giorni.
Stile di vita e prevenzione
Accanto alle strategie terapeutiche specifiche, l'adozione di sane abitudini visive è fondamentale. Trascorrere almeno 2 ore al giorno all'aperto alla luce naturale, seguire la regola del "20-20-20" durante lo studio e l'uso di dispositivi digitali, mantenere una distanza di lettura di almeno 30-40 cm, garantire un'illuminazione adeguata nell'ambiente di studio, limitare l'uso continuativo di schermi digitali e promuovere attività fisiche e ricreative all'aperto sono tutte raccomandazioni sostenute dalla comunità scientifica.
L'importanza dei controlli regolari
I bambini miopi dovrebbero essere sottoposti a controlli oculistici almeno ogni 6-12 mesi per monitorare la progressione della miopia e l'efficacia delle strategie terapeutiche adottate. La biometria (misurazione della lunghezza assiale dell'occhio) è uno strumento particolarmente utile per il monitoraggio della progressione, perché quantifica direttamente l'allungamento del bulbo oculare.
Domande frequenti dei genitori
La miopia vera no: l'allungamento del bulbo oculare è un cambiamento anatomico irreversibile. Può invece "regredire" la falsa miopia (pseudomiopia da spasmo accomodativo), che si smaschera con la visita in cicloplegia. Per questo la diagnosi corretta nel bambino richiede sempre le gocce che rilassano l'accomodazione.
Nella maggior parte dei casi la progressione rallenta durante l'adolescenza e si stabilizza tra i 20 e i 25 anni, quando termina la crescita del bulbo oculare. Le forme elevate o patologiche possono però continuare a progredire anche in età adulta e vanno monitorate regolarmente.
I segnali tipici: strizza gli occhi per guardare lontano, si avvicina molto alla TV o ai quaderni, fatica a leggere la lavagna, lamenta mal di testa dopo la scuola. La conferma arriva solo dalla visita oculistica con cicloplegia; il primo controllo completo è raccomandato intorno ai 3 anni.
No, è un mito. La correzione completa del difetto non accelera la progressione; al contrario, gli studi indicano che la sotto-correzione intenzionale non rallenta la miopia e potrebbe perfino favorirla. Nei bambini con progressione rapida si possono usare occhiali o lenti a contatto a defocus, che correggono e insieme frenano la progressione.
I casi che meritano un controllo attivo della progressione sono l'esordio precoce (prima degli 8 anni) e la progressione rapida (una diottria o più all'anno): quanto prima esordisce la miopia, tanti più anni di progressione potenziale ha davanti. In questi casi l'oculista valuta atropina a basso dosaggio, lenti a defocus od ortocheratologia.
Fonti e riferimenti scientifici
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